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VILLAGGIO TRADIZIONALE GIAPPONESE

Con la riproduzione di un villaggio in stile giapponese, vi proponiamo un viaggio virtuale nella tradizione orientale.

Potrete infatti esplorare la tipica abitazione nipponica, ricreata nei suoi spazi interni ed esterni, con un laghetto Koi e un giardino Zen.

Non soltanto uno spazio strutturale, ma anche interattivo, popolato da personaggi tipici che vi permetteranno di conoscere da vicino gli usi ed i costumi, attraverso esperienze come la vestizione del Kimono, la Cerimonia del The Cha No Yu, lo Shodo, gli origami e molto altro ancora.

TORII

Il Torii è il tradizionale portale d’accesso Giapponese, che solitamente costituisce l’ingresso di un santuario jinja o di un’altro tipo di area sacra. La struttura nasce come rappresentazione di un’antica leggenda Giapponese, secondo la quale la Dea del Sole Amaterasu attraversa un Torii sacro per abbandonare la Terra durante un’eclissi solare e lo attraversa nuovamente per fare ritorno sul nostro pianeta una volta conclusasi. Sembra inoltre che i Torii un tempo avessero la funzione di ospitare sulla loro cima i Galli sacri dalla lunga coda, considerati i messaggeri degli Dei.

LA TRADIZIONALE “MINKA” GIAPPONESE

 

La “Minka” è la tradizionale abitazione Giapponese. Si tratta di una struttura di legno, molto semplice ed accogliente, con porte scorrevoli realizzate in carta di riso ed intelaiatura di legno chiamate “Shoji”.

Comunemente è inserita in un giardino Zen, al centro del quale si trova anche un laghetto Koi, che prende il nome dalla carpa, il pesce che tradizionalmente lo popola.

Le pareti delle case più “popolari” sono generalmente bianche, mentre le pareti delle case nobiliari vengono dipinte in rosso, il colore simbolo tradizionale dell’Impero Giapponese.

RIPRODUZIONE DEL “BONSHO”, LA CAMPANA TRADIZIONALE DEL TEMPIO BUDDHISTA

Sicuramente la parte religiosa è uno degli aspetti più affascinanti della cultura giapponese ed i tipici templi shintoisti sono meta di migliaia di visitatori e fedeli ogni giorno.

All’ingresso di questi edifici troviamo solitamente una grande campana che un monaco suona grazie ad un pesante palo sospeso.

Al Japan Festival verrà riproposto tale rito con una di queste campane.

MOSTRA DI KATANE

La katana è la tradizionale spada giapponese che utilizzavano i guerrieri samurai.

Si differenzia molto dalle spade tipicamente europee per la forma curva ed il taglio su un solo lato. L’elsa allungata permetteva l’utilizzo a due mani, che ancora oggi è il modo di utilizzo tipico per sferrare fendenti.

Il tipo di acciao utilizzato e la procedura di forgiatura che i maestri hanno tramandato per secoli ne hanno fatto probabilmente le spade migliori nella storia, alcuni esemplari oggi hanno un valore inestimabile, dovuto sia alla qualità e fama del suo creatore o anche del proprietario, tipo alcuni grandi samurai o shogun, ma anche per la forma e decorazioni che ne fanno dei veri capolavori d’arte.

MOSTRA SU MIYAMOTO MUSASHI

Dal Giappone feudale la figura dei guerrieri samurai è giunta fino a noi, grazie alla loro storia fatta di onore, fedeltà e abilità nel combattimento con la spada.

Il più famoso di questi guerrieri è unaninemente riconosciuto essere Miyamoto Musashi, un ronin (ossia un samurai vagabondo) che ha affrontato nella sua vita decine di duelli mortali, senza mai conoscere sconfitta, grazie alla sua abilità e tattica di combattimento che lo hanno fatto diventare una leggenda.

È stato un innovatore nel campo della strategia e approccio mentale al duello ed una volta smessi i panni del guerriero si è dedicato all’insegnamento, alla pittura ed alla scrittura di opere di successo.

 

ARMATURE DEI SAMURAI GIAPPONESI

Il Samurai era un alto militare del Giappone feudale, appartenente ad una delle due caste aristocratiche Giapponesi, quella dei guerrieri.

Il nome deriva dal verbo Saburau, e letteralmente significa “colui che serve”.

Attualmente il termine viene usato per indicare proprio la nobiltà guerriera.

I samurai costituivano una casta colta, che oltre alle arti marziali, direttamente connesse con la loro professione, praticava arti Zen come il “Cha no yu”, la cerimonia tradizionale del tè, o lo shodō, l’arte della calligrafia.

MOSTRA DI ELMI DI SAMURAI

L’elemento sicuramente più particolare ed affascinante delle armature dei samurai giapponesi è sicuramente costituito dall’elmo, di forma e con elementi diversi uno dall’altro ed ornato da ampie falde ricurve o corna.

Sul volto una maschera a protezione con spesso raffigurata una smorfia minacciosa e decorazioni atte ad intimorire l’avversario. In mostra potrete ammirare alcuni splendidi esempi di elmi tipici del periodo Edo.

TEMPIO ZEN GIAPPONESE

Negli spazi del Japan Festival potrete scoprire non soltanto gli aspetti della tradizione culturale giapponese, ma anche quelli religiosi e spirituali.

Sarà presente infatti un’area Zen, all’interno della quale troverete la riproduzione di un piccolo tempio scintoista, animato da monaci immersi nelle attività classiche della spiritualità giapponese: dalla meditazione zazen alle pratiche che rappresentano un connubio tra arte e religione, come la pittura Sumi-e o l’Ikeabana.

DOJO TRADIZIONALE GIAPPONESE DI ARTI MARZIALI

Riproduzione di un tradizionale Dojo giapponese, ovvero un tradizionale luogo di allenamento di arti marziali, dove si instaura un rapporto molto profondo e personale con l’arte stessa.

È il luogo (jo) dove seguire la via (do), dove si concretizza la perfetta unione tra la mente (zen) ed il corpo (ken).

 

MOSTRA SUI 47 RONIN

Il mito dei 47 Ronin rivive al Japan Festival grazie ad una mostra dedicata ed alla riproduzione di alcune delle tombe di questi guerrieri che sono entrati nella storia e portati alla ribalta del grande pubblico grazie ad un recente film di successo.

La storia parla di una questione di onore e vendetta portata fino alle estreme conseguenze, ovvero di un gruppo di 47 ronin (guerrieri rimasti senza padrone) che decidono di vendicare la morte del loro signore cui erano fedeli, che 2 anni prima era stato condannato al suicidio rituale per avere reagito alle continue offese di un emissario dello Shogun.

Il gruppo riuscirà nel suo intento, offrendo la testa dell’emissario alla tomba del loro signore, consapevoli che saranno condannati ad essere uccisi.

Il loro atto di onore e fedeltà fu comunque riconoscito con la concessione del Seppuku, l’atto del suicidio rituale riservato alle grandi ed onorabili personalià.

I loro corpi furono infine sepolti a fianco del loro signore nel tempio Sengaku-ji, meta ancora oggi di migliaia di visitatori ogni anno.

MOSTRA DI FONTANE TIPICHE GIAPPONESI

La fontana è una struttura più importante all’interno dei giardini Zen e ha come scopo principale quello di rilassare lo spirito. Il rumore prodotto dall’acqua che cade sui sassi, produce un suono tale da rilassare, tranquillizzare, rigenerare e allontanare i pensieri negativi.

Utilizzare una fontana Zen nel proprio giardino è fondamentale perché grazie all’acqua in movimento è possibile attivare il Chi, termine cinese con cui si intende l’energia interna del corpo umano.

In mostra alcuni esempi di fontane che potete trovare in un tipico giardino zen giapponese, fatte di bambù, un elemento di relax decorativo molto amato ed apprezzato.

MOSTRA DI VASI

Un’esposizione di alcune porcellane decorate tipiche giapponesi, raffiguranti i principali temi dell’arte decorativa nipponica.

Le volute floreali, gli animali, i personaggi e i draghi che ornano queste porcellane, sono dipinti con una disinvoltura disarmante, soprattutto su quei pezzi destinati alla corte imperiale, i quali si distinguono non solo per la qualità superiore, ma anche per la costante presenza sotto la base del nianhao, ovvero la marca a quattro o a sei caratteri con il nome del sovrano.

MOSTRA DI ORIGAMI

L’arte di piegare la carta nasce nella Cina del primo secolo dopo Cristo, da qui si diffuse in Giappone, dove trovò il suo terreno ideale. Per gli orientali, in particolare per i giapponesi, l’origami ha un profondo significato simbolico e religioso, la bellezza e la fragilità dell’origami rappresentano, nello shintoismo, il ciclo vitale e la fine di ogni cosa, finalizzata ad una continua rinascita.

In mostra al Festival dell’Oriente diverse creazioni, dalle più comuni come rane e uccelli, alle più fantasiose e colorate.

KIMONO GIAPPONESE

Il Kimono è l’abito tradizionale Giapponese, molto conosciuto ed ammirato anche nel mondo Occidentale.

Negli anni è diventato un indumento utilizzato soltanto in occasioni speciali.

Kimono è una definizione generica, in quanto a seconda dell’occasione d’uso e di chi lo indossa, l’abito presenta nomi diversi: ad esempio, il Kimono maschile si chiama “Yukata”, mentre il Kimono da bambina/ragazza “Furisode”.

Indossare il Kimono è una vera e propria arte, complessa ed estremamente rituale, per la quale le giovani Giapponesi frequentano una scuola, a conclusione della quale ricevono il diploma di “Maestre di Vestizione del Kimono”.

 

MOSTRA DI VENTAGLI GIAPPONESI

Il ventaglio era originariamente utilizzato in guerra con una duplice valenza, sia come strumento di trasmissione di segnali, sia come arma, per via delle sue stecche in ferro.

Col passare del tempo diventò così popolare per tutti i ceti, che venne promulgata una legge che ne limitava i decori, per differenziare quelli destinati ai nobili da quelli usati più comunemente.

Sono una delle espressioni più diffuse ed apprezzate nell’arte decorativa giapponese, coi loro colori delicati e i motivi che vanno da rappresentazioni floreali a paesaggi o riproduzioni sulla storia del Giappone.

MOSTRA DI BACCHETTE

Le bacchette nacquero circa 5.000 anni fa in Cina, quando i commensali affamati, per potersi procurare il cibo dai calderoni roventi, staccavano ramoscelli dagli alberi per afferrare le verdure o dei pezzi di carne.

Con l’aumento della popolazione e la diminuzione delle risorse, si avvertì la necessità di consumare meno legna nella cottura dei cibi e di sminuzzare gli ingredienti per poterli cuocere più velocemente; ciò non rese più necessario l’uso del coltello a tavola e le bacchette entrarono di diritto nell’utilizzo quotidiano.